Gengivite ... sai perchè le gengive sanguinano?
Segno caratteristico della gengivite, comunissima
malattia infiammatoria delle gengive, è il sanguinamento, col normale uso dello spazzolino o quando si usa il filo interdentale, negli interstizi dei denti. Il sanguinamento delle gengive è un fenomeno che non va trascurato, anche se molto comune, e ci si dovrebbe sempre rivolgere al proprio dentista per intervenire nel migliore dei modi e prontamente.Curare una gengivite il prima possibile vuol dire evitare che lo stato infiammatorio progredisca fino a coinvolgere i tessuti più profondi, che sostengono le radici dentali.
Le cause della gengivite possono essere varie, igiene non accurata nella maggioranza dei casi: il cibo non rimosso completamente fra denti e gengive fa sì che i batteri all’interno della bocca inizino un’azione infettiva sulle gengive stesse, che appariranno arrossate, in alcuni casi anche gonfie, e sanguineranno con facilità con l’uso dello spazzolino, o col filo interdentale. Molte persone, vedendo le gengive in questo stato, tendono a non stimolarle con l’uso normale dello spazzolino, cioè a ridurne l’uso, pensando erroneamente di preservarle: purtroppo in questo modo facilitano l’aggressione della placca batterica, che agisce indisturbata. Le gengive andrebbero quindi sempre stimolate e accuratamente pulite da residui di cibo, non aggressivamente ma in modo efficace. Una tecnica di spazzolamento adeguata (setole dello spazzolino un po’ inclinate rispetto all’asse dei denti, verticale, e movimento dall’alto verso il basso per l’arcata superiore, verso l’alto per quella inferiore), e il tempo necessario alla pulizia, che non dovrebbe mai essere inferiore a due minuti, sono fondamentali.
Anche lo spazzolino da denti deve essere appropriato: quando le setole sono troppo morbide, è giunto il tempo di sostituirlo con uno nuovo. Regole elementari, ma molti le dimenticano, per fretta o superficialità. Basti pensare che nei casi più gravi di gengivite, oltre al sanguinamento si accusa dolore e sensibilizzazione dei denti, alitosi, o addirittura mobilità dei denti: una patologia apparentemente innocua e trascurata, dunque, potrebbe portare a conseguenze gravi, come la parodontopatia o piorrea, e diventare la principale minaccia di caduta dei denti.
In presenza di infiammazione può esser necessario usare un colluttorio con azione disinfettante, se prescritto dallo specialista, e a volte qualche seduta di detartrasi, cioè rimozione del tartaro, per mano di un igienista, che si servirà di apparecchiature ad ultrasuoni. Le persone che prediligono le cure naturali consigliano un buon uso dello spazzolino e un po’ di bicarbonato di sodio disciolto nell’acqua calda, con aggiunta di sale da cucina, senza uso di dentifricio e colluttorio per ottenere denti meno sensibili e più bianchi (grazie alla leggera azione abrasiva del bicarbonato).
C’è chi consiglia addirittura l’argilla, o numerose altre alternative naturali che, però, se seguite senza indicazioni di una persona competente in materia, potrebbero addirittura rivelarsi pericolose.
Il consiglio migliore è quello di consultare sempre un bravo dentista, ricordandosi anche che le alterazioni di enzimi e flora batterica, del ph digestivo o della mucosa intestinale possono influenzare in generale la salute dell’organismo, per cui vanno controllati con una buona alimentazione.
Si consiglia regolare consumo di agrumi, ricchi di vitamina C, e di minerali, fra cui è di fondamentale importanza il calcio, e di alimenti ricchi di Sali minerali e fibre (frutta e verdura).
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